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Travolti dal caso. Matematica e mitologie delle coincidenze
C'è chi, nonostante i tentativi di una vita intera, non ha mai vinto alla lotteria, e chi invece ce l'ha fatta quattro volte. A qualcuno è capitato anche di ritrovare in una bancarella in riva alla Senna la copia di Moby Dick letta al college vent'anni prima, dall'altra parte dell'Atlantico. Oppure, come a Francesco e Manuela, di darsi un appuntamento al buio in un hotel in Sardegna, incrociando l'appuntamento al buio di un altro Francesco e un'altra Manuela. E che dire di Abraham Lincoln, che in sogno previde nel dettaglio il proprio assassinio? Quante probabilità c'erano che queste piccole ma sbalorditive coincidenze si verificassero? Nell'ottica della matematica, i «casi della vita» che tanto ci affascinano e ci inquietano sono meno infrequenti di quanto si tenda a credere. Con la grazia, l'acume e l'irriverenza a cui ha abituato i suoi lettori, Joseph Mazur in questo libro invita a osservare tutte le sfumature dell'inverosimile, dalle più esilaranti alle più angosciose, accompagnandoci in un indimenticabile viaggio nella matematica della probabilità. Non solo apprenderemo leggi e paradossi, ma ci divertiremo con aneddoti irresistibili e sconvolgenti, rivedremo in un'altra prospettiva le coincidenze più incredibili della storia umana, rifletteremo...
Scritti 1953-1980
Franco Basaglia è l'ispiratore della legge che ha rivoluzionato l'istituzione psichiatrica in Italia, trasformandola in un'avanguardia mondiale. Quel momento di travolgente emancipazione sociale fu il risultato della svolta impressa da un medico militante che è stato, al tempo stesso, uno dei maggiori intellettuali della propria epoca. I suoi Scritti- composti dal 1953 fino alla morte, nel 1980 - permettono di riscoprire le molte sfumature di un pensiero ancora oggi di stringente necessità, capace di far cadere i confini tra politica, scienza e filosofia. Dopo i primi contatti con la cultura psichiatrica, Franco Basaglia si spinse a indagare un terreno più ampio, in cui non era in gioco soltanto la pratica medica, ma una visione complessiva dell'essere umano, al di fuori della quale sarebbe stato impossibile attribuire senso a termini come malattia, salute e follia. Si delinearono così i tratti di un nuovo umanesimo, in cui la psichiatria fu costretta a cedere le proprie pretese di assolutezza e neutralità, rivelando un nucleo ideologico e una funzione puramente coercitiva, a confrontarsi con il pensiero di filosofi come Sartre, Heidegger, Husserl e Merleau-Ponty, con le ricerche di Foucault sulla natura repressiva del carcere e della clinica,...
Storia della Germania. Da Bismarck a Merkel
La Germania è da sempre un enigma di non facile interpretazione per gli altri popoli, nel bene e nel male. Nell'epoca di Angela Merkel, all'ammirazione per la "locomotiva d'Europa", fulcro del processo di integrazione continentale, è subentrato il timore per una potenza in grado di tenere sotto scacco le altre economie europee. Per districare i nodi del presente e guardare con consapevolezza ai traumi del passato, Gustavo Corni propone di rileggere la storia tedesca in un'ottica di lungo periodo. Il percorso che si apre con i brillanti successi politico-diplomatici di Otto von Bismarck e giunge fino alla caduta del muro di Berlino, alla riunificazione gestita da Helmut Kohl e alle sfide del presente è straordinario e drammatico al punto che si è parlato di un sonderweg, una "via peculiare". Grazie a Bismarck, la Germania nacque sconvolgendo gli equilibri europei, ma unificando soltanto una parte delle popolazioni di lingua e cultura tedesca. Da queste particolari condizioni di partenza maturarono le premesse dei tormentati eventi novecenteschi: l'imperialismo guglielmino, la grande guerra, il diktat di Versailles, l'occasione sprecata di Weimar, infine l'ascesa del nazismo. Solo andando alle radici si possono comprendere il forsennato sogno di dominio...
Il colore perfetto. Viaggi, incontri e racconti dal nostro immaginario cromatico
Colorati sono i nostri sogni, le nostre emozioni, i nostri ricordi. Abbiamo passeggiato in pomeriggi azzurri come canzoni, mentre nelle orecchie qualcuno ci sussurrava di bandiere gialle, cieli sempre più blu e rose rosse per noi. Conserviamo gelosamente memoria della prima volta in cui siamo saliti sulla macchina amaranto dei nostri genitori, del prato verde sul quale giocavamo da ragazzini, degli occhi castani della persona cui abbiamo dato il primo bacio; e certo non dimentichiamo come, dopo che siamo stati lasciati, il mondo si sia spento nel grigio. Creiamo ogni notte centinaia di fantasie viola, rosa, arancio, bianche, cobalto che ci accompagnano lungo tutte le nostre ore da svegli. Il colore è un'esperienza fondamentale nella vita di ognuno di noi. In queste pagine Gianni Maimeri, uno dei massimi esperti della materia, esplora il nostro immaginario cromatico in compagnia di grandi personaggi dell'arte e della scienza. Negli incontri con Steve McCurry, Gillo Dorfles, Lamberto Maffei, Gualtiero Marchesi, Michael Nyman, Stefano Boeri, Mario Bellini, con direttori della fotografia e costumisti, curatori e medici, scenografi e psicologi, restauratori e pubblicitari, designer e musicisti, Maimeri tesse attorno a un'essenza inafferrabile un variopinto arazzo di visioni, sguardi e...
Ferdydurke
Nuova versione di Ferdydurke tradotta da Irene Salvatori e reinventata nella nostra lingua da Michele Mari.\r\n«Considero Ferdydurke uno dei tre o quattro più grandi romanzi scritti dopo la morte di Proust.» - Milan Kundera«Un romanzo che pochi anni prima della catastrofe dell'Occidente ne intuisce la portata» - Wlodek Goldkorn, Robinson\r\nIl trentenne Giuso, perditempo e lavoratore occasionale, si sveglia e scopre di essere tornato adolescente. Il suo aspetto non è cambiato, eppure… Alla porta di casa bussa un arcigno professore: entra, lo interroga, gli rifila voti bassi e lo rispedisce a scuola. È l'inizio di una delle storie più folgoranti della letteratura europea, un lampo di allucinazione che il genio di Witold Gombrowicz ha sublimato nella più discussa e celebre delle sue opere. Giuso è la proiezione dell'individuo odierno, un neghittoso mammone confinato nell'immagine di un adulto. La scuola pullula di imborotalcati come lui: uomini senza qualità, inetti piegati all'eccitazione e al godimento puerile, umanità irrisolte che il loro tempo ha esiliato in un limbo di eterna fanciullezza. Salvo cercare in questa fanciullezza farsesca la propria innocenza. Ferdydurke spalanca, attraverso una lingua formidabile, fatta di nonsense, bagliori e richiami, una voragine nella coscienza dei...
A love supreme. Storia del capolavoro di John Coltrane. Ediz. ampliata
John Coltrane siede sullo sgabello di un pianoforte a coda e aspira il fumo di una pipa bianca. È il 10 dicembre 1964, e lo studio del tecnico del suono Rudy Van Gelder, a Englewood Cliffs, nel New Jersey, è immerso in un'atmosfera religiosamente soffusa, silenziosa, anestetica. Le volute prodotte da Coltrane si addensano in un'aria adamantina: quella stanza è il tempio in cui è appena accaduto qualcosa di prodigioso, e il sacerdote giace esausto nell'angolo, prende fiato e medita. Nei timpani risuonano ancora gli accordi di McCoy Tyner, i colpi sulla cassa di Elvin Jones, le linee di basso di Jimmy Garrison. Gli assoli di Trane che fino a poche ore prima avvolgevano gli altri in un gorgo vorticoso e sfrenato. Fu quella, la notte: l'America nera esplodeva nell'America bianca. John Coltrane esplodeva nell'America e dava vita e fiato all'album che cambiò per sempre il modo di fare jazz: 'A Love Supreme'. Etereo e sovversivo, realizzato nell'arco di una sola, trascinante session, 'A Love Supreme' è il testamento di un'intera epoca, della quale Coltrane ha saputo interpretare tutte le tonalità emotive e sonore: la poliritmia africana propulsiva e catartica, i tempi dilatati...
Less is more. Sull'arte di non avere niente
Non ti insegnerò a vivere con pochi euro al giorno, e comunque non ti basterebbe. Però posso fare molto di più per te: farti conoscere l'arte di non avere niente. È una pratica antica professata da filosofi e mistici orientali, pellegrini e cantori. Ed è l'unico sentiero che può condurti a riscoprire la vita nella sua essenza. Solo così potrai riconquistare la tua libertà, vivere senza rimpianti e rispondere alla più antica e impossibile delle domande: Chi sei?Apri il tuo portafoglio. Cosa vedi? Scontrini, tessere della palestra, del discount, fotografi e di tuo figlio, della donna o dell'uomo di cui sei innamorato, la patente, il documento d'identità, la carta di credito, i biglietti da visita. Tutti oggetti che descrivono perfettamente chi sei, cosa fai, che persona ambisci a essere. Anche la tua casa, se ci pensi bene, dice molto di te: hai una tv nuova, i quadri di un artista che credi ti rappresenti, sul balcone hai costruito un piccolo orto verticale - va di moda, e poi è un'ottima strategia per risparmiare qualche euro sulla spesa. Da anni desideravi avventurarti in qualche località esotica e pericolosamente sperduta: hai già ricaricato la prepagata,...
Siamo vissuti qui dal giorno in cui siamo nati
Villaggio di montagna che vive di estrazione di calcare. Arriva uno straniero. In silenzio, lo straniero volta le pietre che stanno in cima al muro della piazza. In silenzio, lo straniero innesca la rivolta. È stato incaricato dal proprietario della cava di verificarne la produttività. Ma la cava è esaurita, il villaggio è condannato. L'orologio della stazione ticchetta. Un incidente, poi scompare una ragazza. La ritrovano nel bosco, cadavere stuprato. Sguardi sospettosi, sguardi minacciosi, lo straniero diventa il capro che deve espiare tutte le colpe di tutte le generazioni: quella dei padri padroni violenti; quella delle nonne e delle madri che l'hanno sempre accettato; quella delle figlie che madri ancora non sono ma inesorabilmente lo diventeranno. A meno che il treno non scenda finalmente verso valle, verso le città del mondo, verso un altro destino. Siamo vissuti qui dal giorno in cui siamo nati è la fiaba nera di una storia eterna, la storia della ferinità umana che si dà un ordine e poi è ferinità lo stesso, mascherata da società civile, col suo teatrino delle apparenze da salvare e le regole che fanno bene solo a chi comanda. È la storia dell'asfissiante...
Déjà vu
Dove si raccontano venticinque anni\r\ndell'interminabile guerra della sinistra italiana,\r\nle sue innumerevoli contraddizioni, i suoi mutevoli\r\npersonaggi e si chiarisce come questa storia\r\nnon ha un né inizio né fine: non conosce alcuno\r\nsviluppo, alcuna evoluzione, alcun cambiamento.\r\nÈ un magma. O, se preferite, un girotondo.\r\n\r\nIn Italia, quasi tutti i giorni muore un partito. In Italia, quasi tutti\r\ni giorni nasce un nuovo movimento. È difficile votare due volte\r\ndi fila lo stesso simbolo, lo stesso schieramento, lo stesso leader.\r\nEssere di sinistra, in Italia, è un inferno.\r\nCosa direbbe Freud, vedendo che oggi sono i padri, più o meno\r\nnobili, a ribellarsi a figli ingrati e rottamatori? E cosa direbbe\r\nNietzsche di fronte all'eterno ritorno di una storia sempre diversa\r\ne sempre uguale a se stessa?\r\nDéjà vu ripercorre l'infinita notte dei lunghi coltelli della sinistra\r\nin un unico, abrasivo racconto. Sviscera i risentimenti personali,\r\nle vendette tardive, le inimicizie implacabili che hanno trasformato\r\nl'area progressista in un terreno radioattivo, una gioiosa macchina\r\nda guerra in un plotone d'esecuzione. Ricostruisce una storia\r\nche si ripete identica da venticinque anni, come un girotondo.\r\nUna storia fatta di vittorie effimere e sconfitte brucianti, di partiti\r\nche si riproducono per meiosi, di leadership deboli e vendette di\r\npalazzo.\r\nUna storia che sta accadendo di nuovo. Adesso.
EUR...
Mattina d'inverno con cadavere
"Mattina d'inverno" con cadavere è l'opera con cui Làszló Darvasi si presenta in Italia: una raccolta di racconti legati da fili invisibili eppure tenacissimi, in cui il realismo magico di Kafka e la melancolia di Krasznahorkai rinascono sorto l'infausta e sempiterna stella polare della putredine quotidiana. Darvasi fa sua la lezione dei maestri mitteleuropei e pone il lettore di fronte a un male che non ha forma né volto né contorno, a un orrore che non può essere separato dalla banalità di una giornata qualsiasi, a un ingranaggio di noia e odio dell'umanità verso se stessa che nessuno strumento può disinnescare. Un ragazzo uccide il fratellino spingendolo giù dal letto a castello. Un figlio vende il padre paralitico al mercato. Una signora uccide la donna delle pulizie perché porta lo stesso nome di sua madre. La donna delle pulizie di una chiesa la fa crollare sopra le teste dei compaesani riuniti per la messa. Una donna si impicca all'albero che il marito non ha voluto tagliare. Un uomo porta a spasso un cane impagliato che gli ricorda la moglie morta. Un uomo cerca per tutta la vita il suo colbacco; muore senza sapere...
Città distrutte. Sei biografie infedeli
Con queste biografie infedeli di uomini non illustri, Davide Orecchio ha rivelato al suo esordio una scrittura tra le più notevoli del panorama contemporaneo. Un ritmo ineludibile capace di improvvise accensioni metaforiche segue sei vite che corrono rapide, esuli nel proprio tempo. Sei vite inventate eppure documentate attraverso una ricerca storica minuziosa, condotta tra archivi, lettere, diari di personaggi realmente vissuti nel lontanissimo e fatidico Novecento. In Città distrutte, fascismo, comunismo, guerra fredda offrono lo sfondo tutt'altro che inerte a sconfitte e atti mancati di questi personaggi in cui scorre sangue umano. Inanità e sopraffazione segnano le tappe di formazioni impossibili, di un puntuale «disavvenire»: una giovane desaparecida regala la propria identità a una compagna di cella; un anziano bracciante molisano non trova riscatto come deputato del Pci dopo una vita di fallimenti; una poetessa muore senza aver pubblicato neppure una riga.\r\n\r\nIl secolo breve si è lasciato alle spalle un paesaggio di macerie. Davide Orecchio vi si aggira come un archeologo, chiedendosi che fine abbiano fatto le vite finite: tenta di rintracciare il fantasma di due spalle e un sorriso, i risvegli, le domeniche al parco, i sopori di un uomo. Non racconta...
Scoperte
Quella di Leonard Bernstein, compositore e direttore d'orchestra statunitense tra i più innovativi e travolgenti, è stata un'opera di scavo nella cultura musicale e sociale durata cinquant'anni, dalle astrazioni delle "Piano Variations" di Aaron Copland del 1930, alle lotte fra gang nella New York anni cinquanta di "West Side Story", all'evaporazione delle avanguardie agli albori degli ottanta, passando per il terrore nucleare, la lotta per i diritti civili, la Guerra fredda, la strage in Vietnam. All'apice della popolarità, Bernstein si ferma a raccogliere i suoi scritti e crea un mosaico di immagini e suoni, vite e vicende che restituiscono il volto radicale dell'America, un ritratto vivido in cui la storia civile confluisce in quella musicale e la musica si fa strumento di trasformazione della civiltà. Ne le "Scoperte" il compositore esplora i continenti antichi della musica classica, le nuove città del pop e gli edifici in chiaroscuro del jazz. Da ogni scoperta affiorano infinite storie, ricordi personali e interpretazioni collettive: memorie che attingono all'infanzia, alla vita famigliare e alla precoce educazione musicale, come ai fatti di cronaca, ai drammi e alle rivoluzioni che hanno segnato il Novecento, o ancora analisi illuminanti sui maestri...
Il campione e il bandito. La vera storia di Costante Girardengo e Sante Pollastro
Due uomini in fuga. Uno è Costante Girardengo, il suo viso è grigio come la strada coperta di fango. Ha il berretto, gli occhialoni, i tubolari a tracolla e gli scarpini incrostati di mota, ma la maglia bianca e la fascia tricolore sono inconfondibili, anche sotto la pioggia. Un giorno, prima di passare per la sua Novi, si alza sui pedali e stacca il gruppo per duecento chilometri: la fuga più lunga di sempre. Quel giorno Sante Pollastro, l'altro, lo osserva con il fiato sospeso in mezzo alla folla. Sante nella vita rapina e uccide, si alza sui pedali per scappare dalla polizia e, armato di pistola, spara ai fanali per dileguarsi nel buio. La sua fuga lo porta a Parigi tra criminali e fuoriusciti italiani; le sue amanti sono sarte e cameriere, i suoi compagni muratori e imbianchini, ladri e artisti, anarchici e spie, pronti a passare in un istante dalla fisarmonica al coltello. Costante è stato campione italiano per nove volte consecutive, ha vinto due Giri d'Italia, tre Giri di Lombardia e sei Milano-Sanremo. Le sue gambe strappano le ruote al selciato, la sua bici vola, arriva davanti a tutte le...
Lettere dal carcere
Quanto a lungo si deve urlare la parola «libertà» prima che acquisti davvero un valore? Quanto tempo deve passare prima che il domani sia un giorno nuovo? Per ventisette anni Nelson Mandela, l'uomo che avrebbe guidato il paese fuori dal regime di segregazione razziale che lo soffocava da quasi mezzo secolo, non è stato altro che una sigla: un anonimo numero di matricola che identificava un prigioniero come tanti in una delle strutture carcerarie del paese. Eppure proprio in quelle celle, nel silenzio dell'isolamento, nella fatica dei lavori forzati, ha preso forma il mito che avrebbe sgretolato il sistema di oppressione dell'elite bianca. Le "Lettere dal carcere" di Nelson Mandela sono un documento fondamentale del Novecento. La testimonianza unica e in presa diretta della determinazione, delle difficoltà e della fede nel progresso di una delle grandi icone politiche del nostro tempo: dal primo, durissimo periodo, quando gli era concesso di scrivere una sola lettera di cinquecento parole ogni sei mesi, agli scambi con le grandi personalità internazionali negli anni ottanta; dalle umiliazioni, vessazioni e privazioni di Robben Island - non gli fu permesso di partecipare al funerale della madre e nemmeno a quello...
Il collezionista di bambole
Ammazzate. In questi sei racconti neri di Joyce Carol Oates le bambole vengono barbaramente uccise: sono animate ma condannate a tornare mute e immobili, in fila nei loro lettini di paglia, gli occhi di marmo spalancati sull'orrore. Una bambina viene adescata con lusinghe carezzevoli dal padre dell'amichetta e data in pasto a un essere mostruoso. Una ragazza esplode sotto i colpi di una violenza ingovernabile nel silenzio composto e rarefatto di una dimora borghese. Un'ereditiera è stritolata in una morsa di paura da creature ancestrali affiorate dagli abissi di un paradiso equatoriale. Joyce Carol Oates gioca con i suoi personaggi come un sapiente e diabolico burattinaio: ci sono prede e ci sono predatori trasformati in prede, in una cigolante altalena sospesa nel vuoto che scaraventa il lettore nel baratro più oscuro e profondo dell'immaginazione. Il suo universo narrativo è un mare di catrame in cui ribollono personalità alienate, bestie primitive e fragili vittime abbandonate a se stesse. Ma è anche il nucleo scuro e pulsante della società americana, la società che sotto la patina dorata di un provincialismo perbenista tenta di celare il proprio vero volto - sinistro, inquietante, spettrale. Tra capannoni abbandonati,...
Dante in Cina. La rocambolesca storia della «Commedia» nell'Estremo Oriente
Con Dante in Cina Eric Salerno ricostruisce le vicende di\r\nun personaggio vissuto a cavallo tra Otto e Novecento in\r\nun Oriente segnato dalla conquista britannica, dalla guerra\r\nsino-giapponese e dalla rivolta dei Boxer. Un personaggio\r\nche - superando frontiere linguistiche e barriere culturali -\r\ncongiunge i maestri di Oriente e Occidente, integra le due\r\ntradizioni letterarie e filosofiche e unisce i saperi di questi\r\nmondi lontani eppure sorprendentemente vicini.\r\n«Voi credete forse che siamo esperti d'esto loco; ma noi\r\nsiam peregrin come voi siete»: Dante ha condensato una\r\nvita in queste poche parole, e Eugenio Volpicelli ne ha fatto\r\nil suo manifesto. Nato a Napoli nel 1856 da famiglia nobile,\r\nvegetariano integralista, maniaco dell'esercizio fisico,\r\nappassionato di testi esoterici, studente modello del Collegio\r\nCinese, nel 1881 Volpicelli lascia la città natale alla volta\r\ndell'Oriente e in breve diventa console generale responsabile\r\ndi tutta la Cina meridionale. Uomo coltissimo, scaltro,\r\npoliglotta, sempre in viaggio, dopo aver vissuto a Hong\r\nKong e a Macao, Volpicelli approda a Nagasaki, la Napoli\r\nd'Oriente. Dalla Cina al Giappone la Commedia dantesca\r\nrimane la sua stella fissa, la missione diplomatica diviene\r\nquasi un pretesto per la sua vera missione: diffondere Dante\r\ne ritrovarlo in tutto l'Estremo Oriente.
EUR 19.95
Aut aut. Vol. 378: economia universale di Bataille, L'.
"Aut aut" è una rivista bimestrale di filosofia fondata da Enzo Paci nel 1951. Attraverso la pubblicazione di materiali, saggi e interventi fornisce un quadro aggiornato del dibattito filosofico e culturale di oggi. La rivista si rivolge in modo speciale agli studenti e agli studiosi di cose filosofiche, ma anche a coloro che si occupano di problemi connessi con la psicologia, e a tutti gli operatori del mondo culturale, letterario, artistico e politico, che hanno a cuore una riflessione sulle loro pratiche.
EUR 19.00
Aut aut. Vol. 379: Freud che abbiamo rimosso, Il.
"Aut aut" è una rivista bimestrale di filosofia fondata da Enzo Paci nel 1951. Attraverso la pubblicazione di materiali, saggi e interventi fornisce un quadro aggiornato del dibattito filosofico e culturale di oggi. La rivista si rivolge in modo speciale agli studenti e agli studiosi di cose filosofiche, ma anche a coloro che si occupano di problemi connessi con la psicologia, e a tutti gli operatori del mondo culturale, letterario, artistico e politico, che hanno a cuore una riflessione sulle loro pratiche.
EUR 15.00
Lacrime bianche
«Non t'arrabbiare con me, donna, se scalcio nel sonno... potrei sognare cose che ti farebbero piangere il cuore.» È un lamento, ma risuona come una maledizione. Il blues di una voce che si contorce cercando tra gli spiriti più oscuri la forza necessaria per urlare, con l'ultimo fiato rimasto, una condanna. Qualcuno ha cantato questa storia nella notte per renderla immortale, e ora il mondo non può far altro che ascoltare ancora e ancora la frusta cadere, il mondo non può far altro che sanguinare. Quando Seth, giovane e ambizioso musicista, registra accidentalmente lo splendido canto di uno sconosciuto in un parco di Manhattan, non ha idea di aver appena scoperchiato un vaso di Pandora ricolmo di odio, soprusi e ossessione. In fondo, la decisione del suo amico Carter di diffondere in rete quell'audio spacciandolo per un inedito blues del 1920 gli sembra solo una beffa innocente. Ciò che i due non immaginano è che li contatterà un misterioso collezionista convinto che quel blues, il disco perduto di Charlie Shaw, sia esistito davvero, e che la sua scomparsa sia segnata da un destino di morte e dannazione. Per Seth e Carter scoprire la...
Toscanini
"Toscanini" narra una storia in cui la vita privata e la celebrità internazionale del grande direttore si confondono fino a smarrire le linee di demarcazione, e la verità dell'uomo si rivela profondamente più interessante della leggenda consegnata ai posteri.\r\n«La monumentale biografia smentisce certi rilievi poco informati sulla scarsa predilezione di Toscanini per la musica contemporanea, raccontando non solo che tenne a battesimo in prima assoluta o in prima per l'Italia capolavori di Puccini, opere di Leoncavallo e Giordano, ma novità di Wegner, Ciaikovskij e Dukas» - Il Venerdì\r\n\r\nMaestro e alfiere della musica, direttore intransigente e guida visionaria capace di ammaliare le platee di tutto il mondo: Arturo Toscanini, il più influente direttore d'orchestra del XX secolo, ha incarnato con la propria vita e la propria carriera il genio incandescente del panorama musicale globale. Dal Teatro alla Scala di Milano al Metropolitan di New York, ha diretto le prime mondiali di opere come "Pagliacci", "La bohème" e "Turandot", e prime italiane di Wagner, e Cajkovskij e Debussy, e ha collaborato con voci indimenticabili, da Enrico Caruso a Renata Tebaldi. Sempre guidato dalla convinzione che la musica non fosse qualcosa di «immobile», ma che esigesse...