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White Christmas. L'America e la reinvenzione del Natale
L'America in guerra, Roosevelt, le canzoni alla radio e Bing Crosby alle prese con il geniale brano musicale composto da Irving Berlin. White Christmas è la più famosa delle canzoni natalizie e il disco più venduto di tutti i tempi. Composta nel 1942 per il musical Holiday Inn, in cui Bing Crosby recita a fianco del leggendario Fred Astaire, White Christmas è destinata a battere ogni record. Oggi la canzone svetta non solo come icona del Natale, ma soprattutto come il picco artistico e commerciale della musica popolare. Il miracolo di questo successo avvenne anche grazie a una contingenza storica: il disco fu messo in vendita poco prima del Natale 1942, un anno dopo Pearl Harbor. Furono proprio i soldati al fronte, eleggendo White Christmas loro canto ufficiale, a generare un fenomeno collettivo senza precedenti. Cominciò anche una lenta penetrazione di quella musica nelle case d'Europa: ne risultava trasformata la percezione stessa del Natale: da questo punto di vista, White Christmas è un esempio di globalizzazione della cultura. Quanto la voce di Bing Crosby abbia contribuito a questo avvicendamento di simboli, facendo scattare l'immaginario della calda intimità casalinga avvolta dai fiocchi di neve,...
Il bisogno di credere. Un punto di vista laico
Julia Kristeva, intellettuale, semiologa, psicoanalista, scrittrice, ha accettato una sfida alta: parlare al pubblico raccolto nella prima chiesa cattolica di Francia niente meno che della sofferenza. Parlarne da laica, quale si professa; ma anche con un'attenzione particolarmente sensibile a quel "bisogno di credere" e a quell'elaborazione del dolore che rappresentano uno degli apporti più originali del cristianesimo alla nostra civiltà. Non solo infatti il dio cristiano è un dio singolare, caratterizzato dall'essere persona: è un dio che accetta e incorpora in sé la sofferenza, fino alla conseguenza della passione e della morte. A ben vedere, è questa una differenza profonda tra il cristianesimo e le altre religioni monoteiste. Ed è una differenza che noti fonda, beninteso, alcuna superiorità, tua che definisce una peculiarità di cui l'intero Occidente è portatore. Di questa peculiarità sarebbe assurdo e pericoloso disfarsi. Essa merita piuttosto. in tempi così difficili, di essere ripresa e ripensata.
EUR 12.82
Rock around the clock. La rivoluzione della musica
Nel luglio del 1955 accadde qualcosa di dirompente: "Rock Around the Clock", di Bill Haley e i Comets, fu il primo disco rock'n'roll a balzare in testa alle classifiche pop americane, e nel giro di quattro mesi anche nel resto del mondo. Venticinque milioni di copie vendute trasformarono Bill Haley e i Comets nelle prime rockstar internazionali. "Rock Around the Clock" fu incisa il 12 aprile 1954, insieme a un altro pezzo, in cui si parlava di un gruppo di ragazzi sopravvissuti all'esplosione di una bomba a idrogeno. Dei due brani, "Rock Around the Clock" si presentava come un motivo semplice e ballabile, privo di particolari elementi sovversivi. Subito dimenticata dopo la sua prima comparsa, la canzone divenne poi un successo mondiale, attraverso una serie di casi rocamboleschi che Dario Salvatori racconta in queste pagine. Ma non solo, poiché oltre a segnare una svolta di carattere musicale, questa canzone ha inaugurato l'avvento di un fenomeno epocale, vale a dire la cultura giovanile. La scoperta di Bill Haley e i Comets fu che i teenagers potevano diventare dei consumatori per eccellenza e che produrre musica destinata a loro poteva essere assai redditizio oltre che...
Storia degli agrumi. Usi, culture e valori dei frutti più amati del mondo
Abbondanza, ricchezza, fecondità: sono queste le immagini da sempre associate agli agrumi, i "pomi d'oro", i doni generosi degli dei della natura. Ma qual è la loro origine? Quali strade hanno percorso. per giungere fino a noi? Pierre Laszlo si mette sulle loro tracce, seguendo la "pista degli agrumi". Un viaggio affascinante nei luoghi e nella storia, in cui l'evanescenza esuberante del mito e la materialità della produzione s intrecciano in microstorie nazionali e regionali: dalla Cina alla Spagna e all'Italia, dalla California all'America Latina e all'Australia. Arance e limoni, cedri e pompelmi, mandarini e clementine diventano così rivelatori di eventi, conflitti sociali e biografie. È un cammino, quello di Laszlo, nel quale gli incontri si succedono imprevisti e sorprendenti: accanto agli esploratori, agli imprenditori, agli scienziati compaiono i grandi della poesia e dell'arte (Goethe, Garcia Lorca, Stevens e de Heem, Matisse, Van Gogh). Curiosità scientifiche si legano ai versi, aneddoti personali a geniali e fortuite "creazioni" biologiche di portata mondiale, improvvisi guadagni a storie di esilio e immigrazione, eleganti nature morte a traffici lucrosi. Il volume si arricchisce di una quantità multiculturale di ricette di ogni epoca.
EUR 25.65
Maggiori...
Che cos'è la mafia. Sciascia e Andreotti, l'antimafia e la politica
A dieci anni dal Processo Andreotti Salvatore Lupo torna su un tema cruciale dell'Italia contemporanea, provando innanzitutto a ragionare, da storico, attorno alle tre sentenze assolutorie che hanno concluso il procedimento contro Andreotti, tra gli entusiasmi della pubblica opinione. Reazioni un po' sconcertanti, considerando le motivazioni del giudizio definitivo della Cassazione, non proprio lusinghiere nei confronti dell'illustre imputato. Ma i paradossi non mancano neanche nel campo dell'antimafia. Non è forse vero che un processo come questo ha rischiato di delegare alla magistratura compiti impropri? E non ci sono, in simili iniziative giudiziarie, pericoli di semplificazioni grottesche, o peggio di derive liberticide? In tal senso, Lupo torna a considerare anche il celebre atto di accusa di Sciascia contro i "professionisti dell'antimafia" e le polemiche degli anni settanta e ottanta a proposito della "questione giustizia". Da quelle polemiche vennero fuori posizioni per nulla banali, e Lupo le ripercorre, senza indebolire le ragioni e l'asprezza dei conflitti del passato. Questo libro sostiene con forza la necessità di procedere nella battaglia contro la mafia con il sostegno dello spirito pubblico: si corre infatti il rischio che, in questo nascondersi della mafia nelle pieghe più profonde della società,...
Innamorarsi a Leningrado. Anna Achmàtova e Isaiah Berlin
23 novembre 1945. Sono le tre del pomeriggio quando Isaiah Berlin, uno dei massimi teorici del pensiero liberale contemporaneo incontra in una tetra stanza a Leningrado Anna Achmatova, grande poetessa russa del ventesimo secolo. È l'inizio una straordinaria storia d'amore. Un incontro durato solo lo spazio di una notte e di un giorno, ma destinato a lasciare un segno indelebile nelle vite dei due protagonisti. Dopo quella sera la Achmàtova divenne uno dei principali bersagli politici del regime e Berlin si trasformò per sempre agli occhi dei sovietici nella "spia britannica". Anna si sarebbe tormentata per sempre quell'ospite per il resto della vita e da quell'amore maledetto sarebbero nate alcune delle sue poesie più belle. György Dalos è riuscito a entrare negli archivi di Mosca avendo accesso per la prima volta alle carte della polizia sovietica del KGB relative al caso Achmatova. Il risultato è un ritratto della guerra fredda "dall'interno".
EUR 20.90
Storia degli italiani in Argentina
Lineamadre
"Lineamadre" raccoglie dieci anni di scrittura di Maria Luisa Vezzali, giovane autrice bolognese presente in numerose riviste e antologie. Nella prima parte verifica i presupposti, verrebbe da dire "metafisici", la "grammatica" di una riflessione, per poi sfociare nella seconda in una personalissima declinazione del soggetto come ganglio di relazioni, centro di irradiazione e ricezione da/verso altri spazi e altri tempi.
EUR 12.82
Non è giusto! Dilemmi morali e senso della giustizia nelle rappresentazioni degli adolescenti
Il volume affronta il tema dei sentimenti e delle rappresentazioni degli adolescenti in merito a questioni di giustizia, all'attribuzione di responsabilità nei confronti dell'ingiustizia e al suo grado di tollerabilità. L'obiettivo è quello di gettare luce sulla concezione "popolare" della giustizia propria dei bambini e degli adolescenti, facendo riferimento ai più recenti orientamenti in ambito psicologico e sociologico, secondo i quali essi sono attori sociali che posseggono specifiche competenze nel formulare giudizi morali e nell'assumere decisioni etiche. In particolare, è nell'adolescenza che i concetti di giustizia e ingiustizia assumono una valenza operativa molto importante, perché è questo il periodo in cui i valori che vi sottostanno possono indurli a prendere impegni di natura civica. L'argomento è esaminato attraverso un'analisi degli studi teorici ed empirici in materia e con un'indagine ad hoc realizzata su un campione di adolescenti italiani; mediante interviste semi-strutturate e focus groups, essi sono stati sollecitati ad esprimersi e argomentare a proposito di numerose questioni, anche molto complesse, riguardanti la vita quotidiana e i suoi differenti ambiti, di natura sia privata sia pubblica.
EUR 8.40
Storia del peperoncino. Un protagonista delle culture mediterranee. Con ottantacinque ricette d'autore
Cristoforo Colombo cercava le Indie e scoprì l'America. Cercava una nuova via delle spezie e trovò i luoghi del peperoncino. Per uno dei paradossi della storia le spezie dell'Asia e dell'Europa costituiranno uno degli apporti principali alla cucina del Nuovo Mondo, mentre il peperoncino (insieme a patata, pomodoro, mais) diventa l'emblema di una nuova economia, forse, il primo elemento globale. In tempi rapidi e in maniera inarrestabile, il peperoncino, che aveva un'antica storia nell'alimentazione e nella medicina dell'America precolombiana, si diffonde dalla Spagna alla Turchia, dai Paesi del Mediterraneo a quelli dell'Europa centrale, dal Nord Africa al Medio e all'Estremo Oriente. La sua fortuna è dovuta al fatto che pur essendo le sue qualità nutritive abbastanza secondarie si produce abbastanza facilmente, cresce in tutti i posti e si modifica con facilità in specie di varia forma e piccantezza. Teti ripercorre le vicende di questa spezia che da "straniera" è diventata l'emblema della cucina "locale", per dimostrare che l'identità anche quella culinaria - non è mai qualcosa di definito o chiuso ma è invece terreno di continue contaminazioni, non solo di sapori e aromi, ma soprattutto di culture.
EUR 30.40
I fiori di Baudelaire. L'infinito nelle strade
A centocinquant'anni dalla prima edizione dei "Fiori del male", Antonio Prete, critico e traduttore di quegli stessi versi, dedica a Baudelaire un saggio a tutto campo: profilo critico e insieme interpretazione dei motivi che trascorrono nei versi, biografia intellettuale e indagine sui rapporti del poeta con la propria epoca. Sospeso a metà tra la dimensione del racconto critico e il saggio, della biografia intellettuale e la meditazione sulle ragioni fondative dell'arte, questo libro coglie già nel grande poeta parigino quei temi che attraverseranno le esperienze poetiche e intellettuali dell'Ottocento e del Novecento: la metropoli moderna con la sua folla e lo spaesamento dell'individuo, l'emarginazione prodotta dalla modernità, i lampi dell'altrove, del non vissuto, e la loro fascinazione, il sublime e l'abiezione, l'azzurro e la ferita; e poi ancora, il sapere amaro del viaggio, la malinconia del tempo irreversibile, lo splendore e la corruzione della bellezza, il corpo femminile, il profumo, l'artificio, la moda, le forme e la saggezza dell'animale, il grottesco, l'elemento celestiale e infernale che abita l'uomo, l'angelo e la sua imperfezione, il pensiero dell'intimità, il pensiero dell'arte. Un universo di suggestioni passato al setaccio. Al centro, la vicenda delle poesie condannate...
L' ombra della guerra. Il 1945, l'Italia
Qual era la realtà, quali erano gli immaginari dell'Italia del 1945? Quale paese usciva da vent'anni di fascismo, da una guerra devastante, da una terribile occupazione nazista e da una Resistenza che è stata anche guerra civile? In questo volume Guido Crainz affronta i nodi principali del passaggio cruciale dal regime fascista all'Italia democratica. Letteratura e giornalismo d'epoca, memorie e documenti d'archivio testimoniano quanto profondo sia il segno che la guerra lascia nel paese, in un confrontarsi e alternarsi di speranze e paure, fra desiderio di trasformazione e bisogno di normalità. Ci riconsegnano l'inizio di un esame di coscienza collettivo che si interromperà troppo presto. Ci ripropongono, infine, le condizioni concrete in cui avviene la costruzione della "democrazia dei partiti", con le sue contraddizioni e i suoi limiti. In questo quadro, anche le violenze successive al 25 aprile trovano una collocazione storica: contribuiscono infatti a "rivelare" i drammi vissuti da milioni di donne e di uomini negli anni precedenti e rimandano a una storia di più lungo periodo. Si intrecciano alla volontà di cancellare il passato per aprirsi a un difficile futuro. E soprattutto mostrano quanto ancora fosse lunga l'ombra della guerra, capace...
Scritti sull'arte 1934-1969
La pubblicazione degli scritti di Mark Rothko - uno dei più grandi artisti del XX secolo -, inediti fino a pochissimi anni fa, ha rappresentato un vero e proprio evento nel mondo dell'arte contemporanea. Il volume si presenta come un'insostituibile guida all'opera di Rothko, seguendone l'itinerario artistico dal debutto, nel 1934, fino al 1969, un anno prima della morte. Si tratta di documenti di straordinario interesse: dalle lettere ai suoi amici pittori alle memorie del viaggio in Europa - in particolare a Paestum, dove Rothko scopre di «aver sempre dipinto templi greci senza saperlo» -, dai quaderni di note sul surrealismo, su Picasso o Miró, alle amare confessioni sul mondo dei mercanti e dei critici d'arte. Emergono così le ambizioni e lo spessore teorico di una personalità artistica che ha rivoluzionato la pittura del Novecento.
EUR 17.10
Genova nuova. La città e il mutamento
Nell'ambito di una più generale ricognizione sull'evoluzione delle realtà e delle politiche urbane, ecco emergere il caso di Genova, città che più di altre nel nostro paese sta conoscendo modifiche strutturali di portata epocale. Nel decennio 1997-2007, infatti, che coincide con i due mandati del sindaco Giuseppe Pericu, la città ha subito una profonda trasformazione che ne ha mutato il volto e l'identità. Da centro portuale e industriale segnato da una lunga e acuta crisi economica, sociale e demografica, a metropoli che riscopre la propria vocazione artistica e culturale, che si rilancia come polo della scienza e della conoscenza, senza smarrire il patrimonio di competenze produttive e marittimo-commerciali che ne hanno segnato la storia. La svolta drammatica, ma ricca di potenzialità, nei giorni del G8 nel 2001, poi il ruolo di capitale europea della cultura ricoperto nel 2004, e infine il grande "Affresco" di Renzo Piano che ridisegna il waterfront e coniuga sviluppo portuale e recupero ambientale. Seguendo il filo di un dialogo tra il sindaco che ha condotto e accompagnato questa evoluzione e un giornalista da lungo tempo impegnato nell'analisi della città, il libro racconta un metodo nel governo urbano che offre...
La rivincita di Roma ladrona. Viaggio nel modello che può conquistare l'Italia
Da sgangherato centro geografico-burocratico di una nazione che le preferiva un'altra «capitale morale», a modello vincente nell'immaginario collettivo e meta glamour del jet set internazionale. È bastato un quindicennio per capovolgere l'immagine di Roma, che a ottobre si accinge a lanciare il suo sindaco alla leadership del Partito democratico: una trasformazione che ha amplificato l'effetto-vetrina della città che aveva già imposto sulla scena nazionale il suo predecessore, Francesco Rutelli, ma anche il suo sfidante sconfitto, Gianfranco Fini. È la forza del modello-Roma: l'effetto, su una capitale adagiata su edilizia e pubblico impiego, di una politica pronta a giocare la carta della cultura, dell'innovazione e delle grandi opere per fare del turismo l'innesco di una crescita superiore a quella del resto del paese. E dotata di una capacità di inclusione che ha garantito alla città una relativa protezione dagli squilibri della globalizzazione e dagli effetti delle nuove povertà. A fronte di queste luci, restano le ombre che uno storico ritardo infrastrutturale proietta sulla vita della Città eterna: traffico infernale, servizi pubblici spesso in affanno, diffusa illegalità sono solo alcune delle sfide che il futuro riserva anche al prossimo inquilino del Campidoglio. Ma la rivincita...
La ragione in contumacia. La critica militante ai tempi del fondamentalismo
C'è un confine oltre il quale la critica letteraria diventa critica della vita? C'è un punto in cui, per chissà quale metamorfosi, l'interpretazione di un testo diventa notizia del mondo, di un mondo abitabile ben oltre la letteratura? Rileggendo le risposte che alle grandi domande sui concetti di autore, testo e lettore, ha fornito la teoria della letteratura novecentesca, Massimo Onofri ci offre in questo libro l'apologia della critica militante, nella convinzione che essa abbia rappresentato, nel secolo appena trascorso, l'unica forma di resistenza a un totalitarismo, come quello appunto della teoria, che ha provato a cancellare, nel nome del metodo e della scienza, i diritti del lettore in carne e ossa, della vita e del senso comune. Così facendo, e interrogandosi sui concetti di impegno e democrazia, di giudizio di valore e di canone, cui la critica militante è costitutivamente e imprescindibilmente legata, Onofri avanza, in un tempo di feroci fondamentalismi, una sua eretica proposta di illuminismo militante e trascendentale, che sappia riformulare e riproporre i doveri di una ragione, sia pur minima, fallace e certo relativa, ma ancora universalizzabile, confortato dalla certezza che la critica resti, nonostante tutto, l'unica possibilità dell'uomo...
I ragazzi del piano. Napoli e le ragioni dell'ambientalismo urbano
"L'idea di scrivere questo libro mi è balenata all'improvviso, mentre camminavo per Napoli, lungo corso Vittorio Emanuele. Avrei potuto lavorare con fonti "vive", intrecciare livelli di realtà molto diversi e lontani, raccordare la storia delle trasformazioni degli assetti ambientali con quella delle aspirazioni e delle idee di un gruppo di amministratori che aveva avuto a Napoli un ruolo fondamentale nell'elaborazione degli interventi pubblici". Alternando lo stile dell'indagine scientifica ai toni della narrazione, Gabriella Corona dà vita a un'esperienza storiografica in cui le vicende del governo del territorio a Napoli e la biografia dei suoi protagonisti si mescolano nel periodo che va dagli anni settanta del Novecento fino a oggi: il Piano delle periferie, la prima fase della ricostruzione successiva al terremoto del 1980, le politiche degli anni novanta, il Piano regolatore. Ne risulta un modello di memoria condivisa tra lo storico e l'oggetto della sua osservazione, dove la voce dei ragazzi rappresenta l'ordito di un racconto in cui viene ricordato il lavoro per correggere le implicazioni distruttive delle trasformazioni urbane. Il libro non è solo un'analisi del caso partenopeo. È anche una riflessione sulle radici di un pezzo importante dell'ambientalismo italiano, sui suoi...
Il confine degli altri. La questione giuliana e la memoria slovena
La storia di ogni confine ha sempre due facce: quella raccontata al di là è sempre diversa da quella che si ascolta di qua. I confini in quanto luoghi mutano nel tempo, si costruiscono e si cancellano, e quelli che tuttora delimitano gli Stati europei sono infatti il frutto di guerre, negoziazioni politiche e diplomatiche. Ma il loro valore simbolico è il portato degli orientamenti delle popolazioni residenti lungo i loro versanti. Condizioni favorevoli agli scambi o viceversa al conflitto sono dipese soprattutto dalle società di confine, dal loro interesse a trasformare quel limite in un passaggio piuttosto che in uno sbarramento. Il tracciato di confine che dopo la prima guerra mondiale permise di "ricongiungere" all'Italia la gran parte delle terre irredente, Trieste, Gorizia e l'Istria, creò sconforto tra vasti strati di popolazione slovena e croata residente nella stessa area, inclusa dopo il 1918 nel Regno d'Italia. Scorrono in queste pagine eventi e vicende della storia del confine italojugoslavo nel periodo tra le due guerre: i percorsi degli emigranti politici sloveni e croati fuggiti in Jugoslavia, gli intenti repressivi del fascismo di frontiera e gli obiettivi del movimento antifascista, che operò clandestinamente dagli...
Urbanistica e sfera pubblica
Dopo la stagione degli anni settanta, la riflessione critica e l'elaborazione teorica relative alla città contemporanea sono mutate radicalmente. Urbanisti e architetti sembrano avere perso la capacità di forgiare sensibilità e pensiero intorno alla città. Di parlare e farsi ascoltare. Una vera e propria afasia che pone questo settore del pensiero tecnico ai margini delle principali trasformazioni urbane. Riconoscere che oggi vi sia un problema nel rapporto tra il sapere sullo spazio e le sue trasformazioni non significa avere un atteggiamento nostalgico verso il passato. Non sono il passato o il futuro al centro delle preoccupazioni di questo libro, quanto ciò che il progetto per la città è ora. La sua incapacità di far fronte a un mutare sostanziale del pubblico, che non si da più nella forma di un tutto ben levigato e compatto. O di una calda comunicativa capace di generare un'opinione pubblica consapevole e attiva. Ciò cui assistiamo è il deflagrare del pubblico in una infinità di situazioni minute e continuamente cangianti. E come il progetto fa i conti con questa situazione? Queste domande sono esplorate dal basso, a partire dal ripensamento delle pratiche di progetto, in quattro esperienze di...
Lumi dall'Oriente. L'orientalismo e i suoi nemici
Nell'ultimo ventennio, soprattutto in seguito all'opera di Edward Said e al suo libro "Orientalismo", gli studiosi dell'Oriente sono stati accusati di lavorare, più o meno consapevolmente, a sostegno della causa imperialista e del colonialismo occidentale. Una visione che ha appiattito su una dimensione geopolitica la ricchezza di un campo di ricerca animato sin dall'antichità greca, da una sete di conoscenza e da una attrazione verso popoli e civiltà percepiti come "altri" e capaci di una forza di seduzione irresistibile. Robert Irwin riscrive, la storia dell'attrazione verso Oriente, passando da Erodoto a Euripide, da Platone e Aristotele alla Scolastica al Rinascimento, dal secolo dei Lumi a quello delle industrie, fino ad arrivare alle dispute del presente. E questa nuova storia tocca gli ambiti più diversi del sapere: letteratura, religione, filologia, politica, cultura scientifica. Lontano da ogni preconcetto ideologico, si dipana lungo queste pagine il filo di un'ossessione che ha accomunato una molteplicità di uomini, prima ancora che di studiosi. E in filigrana, compaiono anche le vicende dei tanti nemici che l'orientalismo da sempre fronteggia: coloro che interpretano l'ineludibile alterità di quelle civiltà come ostacolo alla conoscenza e all'incontro, ma anche coloro che più subdolamente...