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Estetica e differenza in Wittgenstein. Studi per un'estetica wittgensteiniana
Il libro ripercorre alcune tappe del pensiero di Wittgenstein per svelare la possibilità di un'estetica come riflessione sulle condizioni di senso dell'esperienza. La ricerca si concentra sul complesso rapporto tra l'unità dell'esperienza e la molteplicità dei fenomeni, cogliendo nella differenza tra senso e non-senso il 'luogo' in cui si istituisce la domanda sull'opera d'arte e sul suo apparire non solo visivo, ma anche uditivo. Proprio l'apparenza sembra diventare l'oggetto di una comprensione estetica che non rinuncia a mostrare il dovere del senso, in un piano su cui l'estetica incontra l'etica.
EUR 17.10
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Atelier d'artista. Gli spazi di creazione dell'arte dall'età moderna al presente
Spazio di vita e di creazione, l'atelier è da sempre figura cruciale all'interno del sistema dell'arte. Che sia bottega o factory, alcova o letterario salotto, immacolato ufficio o caotica officina di immagini e fallimenti, mansarda, piazza o scrivania, lo studio dell'artista rappresenta un oggetto di riflessione complesso, una sfida e una promessa per chi pensa la storia dell'arte come un'interrogazione non soltanto dell'opera e della sua tradizione ma anche delle relazioni plurali che ne hanno di volta in volta orientato la produzione. I saggi raccolti in questo volume, frutto di un seminario promosso dal Laboratorio Archivio di Storia dell'Arte dell'Università di Salerno, affrontano secondo metodi e angolazioni plurali l'analisi dell'atelier e dei suoi significati, disegnando lungo un ampio arco cronologico - dal XVI secolo al presente - un inedito percorso critico, un'indagine puntuale su un luogo, fisico e simbolico, al confine fra il pubblico e il privato.
EUR 15.20
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Culture del lavoro e dello svago in Lombardia
Questo libro nasce dalla collaborazione tra le aree di ricerca antropologica ed etnomusicologica della Facoltà di Studi Umanistici dell'Università di Milano e l'Archivio di Etnografia e Storia Sociale (AESS) della Regione Lombardia, nell'ambito della realizzazione del Registro delle Eredità Immateriali della Lombardia (REIL). I saggi qui raccolti sono il frutto delle riflessioni scaturite a partire dai materiali di ricerca etnografica e si condensano intorno a due temi specifici, distinti e allo stesso tempo profondamente interrelati: le culture del lavoro e le culture dello svago. Nel dettaglio, dopo un'introduzione rivolta a offrire un inquadramento antropologico di questi due macro-temi, il volume è strutturato in tre sezioni: la prima sezione riguarda le trasformazioni del lavoro agricolo con un'attenzione alle identità professionali, alla diversificazione delle strategie produttive, dei canali di vendita, di gestione della terra e delle acque, e delle pratiche tradizionali. La seconda sezione è dedicata al tema dello svago attraverso contributi che fanno emergere soprattutto i cambiamenti nella vita culturale delle feste, della danza, delle pratiche applicate e delle memorie audiovisive degli operai delle grandi fabbriche di Sesto San Giovanni. Infine, l'ultima sezione accoglie due contributi relativi al lavoro di archiviazione dei materiali raccolti,...
L' inquietudine dell'esistenza. Le radici luterane dell'ontologia della vita di Martin Heidegger
Nei corsi friburghesi degli anni Venti la lettura heideggeriana non solo degli autori cristiani (Paolo e Agostino), ma anche del "pagano" Aristotele, subisce la decisiva influenza - spesso ignorata o misconosciuta - del giovane Lutero, colui che mette in atto una destructio radicale del "vecchio Adamo", l'uomo del peccato, in vista della sua rinascita, nonché della theologia gloriae, la teologia scolastica, in vista di una theologia crucis, l'esperienza storica di un Dio che si fa uomo e muore crocifisso. In modo analogo Heidegger decostruisce la filosofia speculativa della vita ed elabora una comprensione della vita fattizia, storico-concreta, realizzabile solo attraverso la metánoia dell'esistenza. Nel solco dell'interpretazione luterana, Heidegger ricava dalle Lettere paoline, dalle Confessioni agostiniane e dagli scritti aristotelici le categorie proto-cristiane e proto-fenomenologiche, che indicano formalmente come la vita si attua, lacerata tra possibilità opposte di cui quella più propria, da assumere o fuggire, è la morte -, che la rendono massimamente in-quieta. Tali categorie rappresentano il laboratorio da cui sorgerà l'analitica esistenziale di Essere e tempo, l'analitica di un Dasein finito, gettato-nel-mondo, che non è una "sostanza" fissa e immobile, ma, in quanto apertura al possibile, un a-venire.
EUR 19.50
Un' escursione nella terra dei Ranqueles
Nel 1870 un colonnello dell'esercito argentino di stanza presso la frontiera sud del paese decide di incontrare personalmente il capo della popolazione indigena con cui ha appena stipulato un trattato di pace. Per farlo deve addentrarsi in territori quasi sconosciuti, in una pacifica escursione militare destinata a trasformarsi in un viaggio di conoscenza, che lo condurrà a demolire l'antinomia tra civiltà e barbarie e, al contempo, a sovvertire le convenzioni della sua rappresentazione letteraria. Il risultato è uno dei libri più importanti, corrosivi e rivelatori, sull'altra frontiera americana, quella dell'estremo sud del continente, i cui limiti sfumano nelle fredde regioni incognite della Patagonia. La voce di Mansilla non è soltanto l'ultima testimonianza di una civiltà indigena destinata a scomparire, poco più tardi, in quella che verrà denominata la "Conquista del Deserto", ma si configura come una monumentale e anticipatoria sintesi di tutte le contraddizioni della modernità latinoamericana.
EUR 32.30
La stele di Axum. Da bottino di guerra a patrimonio dell'umanità. Una storia italiana
Questa è la storia del monumento noto ai romani come obelisco di Axum, una stele funeraria di "granito bigio africano", dell'altezza di circa 23,5 metri e del peso di circa 152 tonnellate, proveniente dagli altopiani etiopici, o meglio dall'antica città di Axum, la "seconda Gerusalemme". Dopo la fine della guerra di occupazione italiana e la proclamazione dell'impero, il monumento, che giaceva in terra in cinque pezzi, fu prelevato e trasportato, tra grandi difficoltà, da Axum a Massaua, sul Mar Rosso, superando una distanza di circa 400 chilometri a forti dislivelli, lungo strade con curve a raggi minimi; di lì raggiunse l'Italia via mare e fu ricomposto nella Capitale, al Circo Massimo, ed inaugurato il 31 ottobre 1937, come splendida preda di guerra. Il trattato di pace del 1947 prevedeva per l'Italia l'obbligo di restituire, entro diciotto mesi, tutte le opere d'arte, gli archivi e gli oggetti di valore religioso o storico appartenenti all'Etiopia o ai suoi cittadini e portati in Italia dopo il 3 ottobre 1935, data di avvio della guerra di occupazione. La restituzione della stele di Axum, sostenuta a partire dagli anni Novanta, oltre che dalla mobilitazione etiopica, anche da una...
Comunisti per caso. Regime e consenso in Romania durante e dopo la Guerra fredda
Alla fine della seconda guerra mondiale, Stalin riuscì a forgiare i regimi comunisti dell'Europa orientale ad immagine e somiglianza dell'Unione Sovietica. Dopo dieci anni di duro stalinismo sovietico, con i cambiamenti introdotti dal XX Congresso del PCUS, le dirigenze di questi partiti comunisti rischiavano di essere rovesciate dalle altre fazioni interne. In Romania, dal 1956, il segretario generale Gheorghe Gheorghiu-Dej convertì il regime in un sistema guidato da romeni, mantenendo la sua struttura stalinista. La ricetta romena per prevenire il cambiamento prevedeva il recupero degli intellettuali e dell'elite nazionale precedentemente ostracizzata. Pur definendosi comunista, il regime usò sempre più il nazionalismo per la creazione del consenso interno in funzione anti-sovietica. Nicolae Ceausescu, giunto al potere nel 1965, continuò e portò all'esasperazione questa strategia, ampliando a dismisura la macchina della propaganda, che inondava incessantemente la vita quotidiana dei romeni. In particolare, fu il discorso sulla storia nazionale ad essere strumentalizzato, falsificato, piegato a mere esigenze politiche, e declinato in ogni tipo di prodotto culturale, tanto nei testi universitari quanto nella letteratura e nelle arti. Questo libro racconta la storia di come la cultura romena fu asservita al mantenimento di un regime politico per oltre...
Da Lamù a Kiss me Licia. Le dinamiche di coppia secondo l'animazione giapponese
Il vero amore deve rimanere segreto. Così insegna l'antico codice dei samurai. E così succede in alcuni celebri cartoni animati giapponesi che hanno formato uomini e donne di oggi. Ma con quali contraddizioni, nella società consumistica del godimento veloce e immediato? Da Lamù a Kiss me Licia, passando per È quasi magia Johnny e Cara dolce Kyoko, Enrico Cantino ci accompagna nel mondo delle timidezze adolescenziali, tra le decine e decine di episodi necessari agli innamorati di queste serie per dichiararsi. Tra la poesia del primo amore e un adagio anche nostrano da saggezza proverbiale, che vuole che i sentimenti veri prendano il loro tempo per sbocciare in tutto il loro splendore.
EUR 4.66
La filosofia di Monk o l'incredibile ricchezza del mondo
Per Thelonious Monk la musica è sorpresa, riproduzione dell'incredibile ricchezza, varietà, imprevedibilità del mondo. Il suo non è soltanto un nuovo linguaggio, per quanto profondamente radicato nella tradizione, ma un linguaggio in grado di sorprendere se stesso a ogni passo, una sorta di innovazione di secondo grado. In questo libro su Monk due pianisti jazz, Giacomo Franzoso e Arrigo Cappelletti (che è stato suo docente al conservatorio di Venezia) ne discutono la figura e la musica in stile "monkiano", a frammenti e piccoli paragrafi, con dialogo finale fra gli autori, e da una prospettiva sghemba e inusuale, che al posto dei soliti stereotipi preferisce porre l'accento sulla consapevole apertura di Monk al futuro.
EUR 7.60
Della rappresentazione
A più di vent'anni dalla sua morte, gli scritti di Louis Marin - intellettuale di fama internazionale, ma ancora poco conosciuto in Italia - conservano intatta la loro attualità, e costituiscono un punto di riferimento per chi si occupa di visivo, e non solo. La sua formazione filosofica e storico-artistica, coniugata e fatta proficuamente interagire con la semiotica francese di matrice strutturale e generativa, ha portato a un'originale riflessione teorica sulla rappresentazione, di cui questa raccolta di saggi è un'evidente testimonianza. Ma che cosa intende Marin con rappresentazione? Per lo studioso francese, l'immagine si "presenta rappresentando", vale a dire, che non solo dà a vedere qualcosa, ma nel contempo costituisce l'osservatore come sguardo, iscrivendo al suo interno le marche della propria ricezione. Il lettore troverà qui convocati, di volta in volta, testi visivi, letterari, filosofici in un intreccio prolifico di andata e ritorno con la teoria che mai si fossilizza in una rigida teorizzazione, ma è sempre in "ascolto" della singolarità e peculiarità dei quadri analizzati. Non è un caso che gli scritti di Marin - specie all'estero - siano ancora al centro dell'attenzione: il suo lavoro, infatti, si iscrive a pieno titolo...
Guy Debord. Anche il cinema è da distruggere. Sul cinema sovversivo di un filosofo dell'eresia e commentari sulla macchina/cinema
In questo pamphlet sul cinema sovversivo di Guy Debord, l'opera cinematografica (e scritturale) del filosofo francese è stata rivisitata nelle pieghe affabulative più estreme e ogni film passato alla moviola... È lo studio sul cinema di Debord più approfondito e insolente mai compiuto in tempi di ignoranza culturale o di credenze politiche oscurantiste... Frutto di anni vissuti in adesione e fraternità con Debord (amico e compagno di lotte in Italia negli anni '70, per le quali fu espulso come persona indesiderabile) e l'Internazionale Situazionista. Non è un lavoro di restaurazione né di celebrazione di un "mito" (compreso male o interpretato peggio), è un canto d'amore per una generazione maledetta che ha preso i propri sogni per la realtà e cercato di portare l'immaginazione al potere, non per possederlo ma per meglio distruggerlo. Far retrocedere dappertutto l'infelicità. Come diceva il maestro: "Non ho veramente ambito ad alcuna sorta di virtù, tranne forse a quella d'aver pensato che solo alcuni crimini di un genere nuovo, di cui certamente non si era potuto udire nel passato, avrebbero potuto non essere indegni di me". Va detto: molti di coloro che nel corso degli anni ho ben conosciuto...
Il critico stratega e la nuova avanguardia. Luciano Anceschi, i Novissimi, il Gruppo 63
La Nuova Avanguardia ha profondamente mutato la condizione della letteratura italiana del Novecento e dei primi anni del Duemila. La fondazione del Gruppo 63, che ha raccolto intorno a un filosofo e a un maestro come Luciano Anceschi i giovani migliori fra coloro che esercitavano la critica, l'estetica, la poesia, la narrativa, il teatro, ha provocato feconde discussioni e fertili proposte. È quindi accaduto che i libri dello stesso Anceschi, le poesie di Sanguineti, di Balestrini e degli altri Novissimi, le opere narrative di Manganelli e di Arbasino, i saggi di estetica e di critica di Eco, di Dorfles, di Barilli, di Angelo Guglielmi abbiano costituito un patrimonio che nel giro di pochi anni ha non solo svecchiato e sprovincializzato la cultura italiana ma è anche diventato un modello per non pochi autori europei e americani. Dopo aver illustrato il fondamentale magistero di Anceschi, questo libro di Fausto Curi, che illumina fatti e personaggi da diversi punti di vista, compie un'esauriente analisi delle poesie dei Novissimi, esamina alcune delle opere più significative dei loro colleghi narratori e mostra con un'indagine chiara e particolareggiata quale senso abbiano avuto la Nuova Avanguardia e il Gruppo...
L' eredità di Kant e la linea ebraica
Con una Prefazione inedita questi studi (1979-2010) interrogano l'eredità kantiana in una doppia valenza: il concetto positivo di limite e di simbolo posto fra conoscere e pensare come un "di più" e un medio (Jaspers, Ricoeur, Pareyson) e d'altro lato l'impossibile e la cancellazione. In questo secondo senso (Lévinas, Derrida, Blanchot) si avverte "un'aria di famiglia" con la teologia negativa, in particolare dionisiana, che intesa criticamente ricorda dall'Osservazione sul sublime della Critica del Giudizio il tema dell'Esodo "Non ti farai immagine o figura..." e il movimento interminabile di ciò che non può presentarsi e ciononostante si presenta. Jaspers, in dialogo anche con Heidegger e con il Tao, sembra guardare dai due lati, il bello e il sublime, le cifre e un continuo naufragio, e in una comunicazione unendlich nell'urto con culture "altre" propone un concetto esistentivo di limite come 'Uno' storico. A partire da questi esiti si intravede anche in Kant una linea "ebraica": dal soffio di una differenza incommensurabile, che per Lévinas "si consuma" capovolgendosi nell'uno per l'altro, e dalle "grandezze negative" del saggio omonimo (1763) al focus imaginarius della dialettica trascendentale fino all'antinomicità e all'aporia del sublime. Una linea che sembra...
Ontologia, realtà e conoscenza
Nella tradizione filosofica occidentale, l'ontologia rappresenta una disciplina centrale, il cui scopo è quello di esplicitare le caratteristiche universali della realtà, i suoi fondamenti costitutivi, i suoi primi principi. In tale prospettiva, essa è assimilabile a quella "filosofìa prima" (episteme tòn pròton arkòn kai aiuòli theoretiké) di cui parla Aristotele e che ha assunto il classico nome di "metafisica". Tuttavia, nel corso dei secoli, il concetto di metafisica ha acquisito un altro significato, cioè quello di analisi delle strutture e dei livelli ontologici del reale che eccedono l'esperienza di ciascun individuo e che riguardano questioni cruciali nella riflessione filosofica quali, ad esempio, l'esistenza di Dio, il problema del male, l'origine dell'Universo. Nel secolo scorso, l'ontologia si è ulteriormente articolata come studio dei diversi ambiti del reale, cosicché i vari enti di cui si occupano le differenti discipline costituiscono l'ambito di ontologie "regionali" (l'ontologia della fisica, l'ontologia della biologia, l'ontologia della matematica ecc.). Questo volume è dedicato allo studio dei rapporti complessi e fecondi tra l'ontologia e la conoscenza, secondo molteplici prospettive di analisi e di ricerca. I saggi in esso raccolti intendono contribuire sia alla riflessione critica nell'ambito degli studi e delle ricerche...
Un sogno in scena. Come rappresentare l'«Edipo re» di Sofocle
L'"Edipo Re" di Sofocle mette in scena in modo originale e forse sperimentale due dei reati più indicibili che la cultura umana possa immaginare, il parricidio e l'incesto. L'analisi qui proposta giunge alla conclusione che questo dramma è come se raccontasse, in contemporanea, due versioni della stessa storia criminosa, una apparente, secondo la quale tutto avvenne senza sapere, e una nascosta, secondo la quale molti sapevano quello che facevano, ma omertosamente fingevano di non sapere. La prima versione, quella tradizionale innocentista, è ambigua e incoerente; la seconda versione, invece, qui chiamata anamórfica perché si trova nascosta dentro la precedente, è dotata di una coerenza di metalivello, o coerenza dell'incoerenza. Il contesto drammaturgico ipotizzato per la realizzazione di una tale opera è quello onirico: tutta la pièce si svolge come un sogno. Il testo dell'Edipo Re", da sempre riconosciuto come ricco di ambiguità e di incoerenze, ma da sempre considerato solo nella sua versione apparente, trova così la sua più profonda ragion d'essere teatrale. Per cogliere gli aspetti che Sofocle ha occultato "nel" testo, però, il dramma va analizzato in modo impregiudicato, libero dai condizionamenti edificanti dell'interpretazione tradizionale, a partire da quelli aristotelici presenti...
Ultima Tule
Prima di essere scoperta, l'America è stata immaginata da poeti, intellettuali e viaggiatori. È questa l'idea che Alfonso Reyes sviluppa attraverso una serie di saggi scritti tra il 1920 e il 1941 e raccolti in questo volume. L'Ultima Tule, luogo mitico tracciato da imprecise notizie geografiche, ci rimanda a quella intuizione letteraria contenuta nei versi finali dell'Atto II della Medea di Seneca, fondamento poetico dell'esistenza del Nuovo Mondo come utopia inventata dall'Europa. L'America ha da sempre incarnato un ideale e, nonostante i secoli che ci separano dalla sua mitica creazione, continua a rappresentarlo. In queste pagine lo scrittore e diplomatico messicano ci aiuta a riflettere sull'identità del Continente latinoamericano, a riconoscerne la vocazione cosmopolita e riscoprirne le radici attraverso una tesi alquanto innovativa. Se l'America deve il suo senso come entità storica all'immaginazione e alla poesia, non alla scienza, allora solo i poeti e gli scrittori possono assumere la guida spirituale della comunità culturale iberoamericana, l'unica in grado di opporre resistenza alle ideologie di matrice anglosassone prodotte dall'America del Nord e, quindi, di tessere un dialogo costruttivo con l'Europa. È questa, dunque, la vocazione dell'intelligenza americana. Rileggere oggi Ultima Tule ci permette di...
Ermeneutica, etica, filosofia della storia
L'ermeneutica filosofica di Gadamer rappresenta senza dubbio uno dei capisaldi del pensiero contemporaneo. Come tutte le concezioni filosofiche di portata generale, anch'essa si presenta come una costruzione estremamente complessa e ramificata, mirando ad abbracciare la sfera del mondo della vita, in tutte le sue dimensioni, a partire dal concetto di "comprendere". I saggi qui raccolti, "Sulla possibilità di un'etica filosofica", "Causalità nella storia?" e "Sulla pianificazione del futuro", risalgono a una fase particolarmente proficua della produzione gadameriana, quella immediatamente successiva alla pubblicazione del suo capolavoro "Verità e metodo". Essi mostrano come, accanto all'estetica, all'ontologia, alla filosofia del linguaggio, alla teoria delle scienze umane, all'interpretazione delle filosofie del passato e alla riflessione filosofica sulla medicina, anche l'etica e la filosofia della storia abbiano rappresentato dei campi importanti, anzi decisivi, in cui il pensiero ermeneutico di Gadamer si è esercitato in modo originale e produttivo.
EUR 11.40
Brian Eno. Filosofia per non musicisti
Brian Eno come filosofo e pensatore il cui influsso si estende nei campi più ampi, dalla metafisica all'estetica, dall'etica alla narrazione. Definibile "non musicista" per la sua concezione taoista della vita, aliena dal fare presuntivo e dall'interventismo, vicina anche all'estetica zen del wabi-sabi. La tecnica della registrazione come opera d'arte.
EUR 5.70
Breaking bad. La chimica del male: storia, temi, stile
In uno scenario seriale come quello attuale, ormai consolidato su altissimi livelli qualitativi, la serie "Breaking Bad", creata da Vince Gilligan e andata in onda tra il 2008 e il 2013, si è imposta come un prodotto particolarmente interessante per il perfetto equilibrio tra le caratteristiche tecniche e tematiche della quality tv e la centralità del coinvolgimento spettatoriale. Il volume si propone di indagare la serie intrecciando l'analisi testuale, con particolare attenzione alla ricca rete di influenze e citazioni, a quella delle dinamiche produttive e di fruizione, nel tentativo di tracciare una mappatura della serie a tutto campo, e di rendere conto del perché Walter White si candidi ad essere un protagonista con cui sarà impossibile non fare i conti per la serialità - e per il cinema - a venire.
EUR 11.40
Una disperata speranza. Profilo biografico di Carlo Michelstaedter
Lo scopo di questo lavoro sta nel tentativo di cogliere, al suo nascere, il rapporto tra vissuti e pensieri in un autore postumo, come Carlo Michelstaedter, che tentò disperatamente di superare il distacco tra vita e pensiero, sentito come un'imposizione inaccettabile. Il biografo, inteso come colui che si aggira intorno all'inafferrabile di un'esistenza, cerca di cogliere il passaggio fra il quotidiano, con le sue banalità, le sue fragilità, le sue crisi, i suoi slanci e la trasfigurazione ed elaborazione concettuale. Ha inseguito, con attenzione affettiva, lungo la breve esistenza di Carlo Michelstaedter, culminante in poco più di due anni di lavoro matto e disperatissimo, i momenti significativi di questo passaggio in cui l'emozione incomprensibile e potente o il modesto incidente quotidiano vengono piegati creativamente verso immagini che trapassano in concetti. In tale contesto assume particolare importante la dimensione onirica che agisce nel pensiero di Michelstaedter. Più precisamente, il biografo ha cercato di mostrare, attraverso le parole di Michelstaedter, il duplice gioco del pensiero, di trasfigurazione e di difesa nei confronti della fatica di vivere. Il tutto nel contesto storico estremamente denso di una Finis Austriae vissuta da un giovane di famiglia ebraica in...